Consiglio Nazionale: considerazioni del Segretario Generale

Considerazioni del Segretario Generale  sull’attività svolta negli ultimi 12 mesi e sui nuovi programmi da attuare

In questi ultimi anni, ed in particolare negli ultimi dodici mesi, la nostra Organizzazione Sindacale ha fatto passi da gigante dal punto di vista strutturale, rilanciando i rapporti con le strutture territoriali e l’attività dei Dipartimenti – che sono stati implementati nel numero e nei componenti –; costituendo un Ufficio Legislativo che quotidianamente segue tutte le nostre problematiche, ben al di là delle questioni puramente legali; organizzando scioperi e manifestazioni di piazza, come quelli che hanno avuto per protagonisti i lavoratori e le lavoratrici della Polizia Locale e dell’Igiene Ambientale; ampliando la rete delle relazioni con altre organizzazioni sindacali autonome, per molte delle quali siamo diventati un vero e proprio punto di riferimento, e divenendo polo d’attrazione per tutti quelli che non si riconoscono più in Cigl, Cisl e Uil.

Ma, soprattutto, FIADEL e CSA sono state le uniche ad avere il coraggio di porsi in aperto contrasto con la politica e i sindacati confederali, che non hanno mai sposato le nostre rivendicazioni a difesa dei lavoratori. Non solo, hanno cercato di metterci il bastone fra le ruote, forse spaventati dalla nostra incisività nel denunciare, con puntualità e precisione, tutte le iniziative intraprese dal Governo, ed avallate dai sindacati, contro i lavoratori e le lavoratrici; in maniera sleale peraltro, perché il tutto si cela dietro il paravento di rendere la macchina dello Stato più flessibile e moderna, di incentivare le imprese e l’occupazione, persino di creare un nuovo stato sociale.

Niente di tutto questo, ma l’esatto contrario!

Avendo già esternato queste problematiche in tutti gli interventi pubblici a cui ho partecipato nel 2016 e nella prima parte dell’anno in corso, nonché nei Report semestrali pubblicati sul nostro sito internet e inviati a tutte le strutture – che vengono ora integrati dalla Informativa generale sulla situazione politico-legislativa del 1° trimestre 2017 (vedi Allegato 2) – in questa sede mi limiterò a fare una panoramica generale, per poi proiettarmi verso l’immediato futuro.

C’è una data che ha fatto da spartiacque nel nostro modo di concepire e vivere il Sindacato. E questa data è il 4 dicembre, giorno in cui la maggioranza assoluta del popolo italiano ha detto NO alla riforma costituzionale voluta dal premier Renzi, anche a costo, come poi è successo, di lasciare l’incarico in caso di sconfitta.

Su questo fronte, come voi tutti ricorderete, siamo stati i primi, come Organizzazioni Sindacali, a schierarci e ad attivare in varie sedi territoriali i comitati referendari, avendo come intento primario la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, che la riforma avrebbe messo seriamente in predicato.

Nel perdurante silenzio delle Confederazioni, abbiamo predisposto dei materiali informativi, fra cui il Guida Ragionata realizzata dal responsabile dell’Ufficio Legislativo prof.Coco, che è stata ufficialmente presentata a Napoli il 7 novembre u.s. alla presenza del Sindaco Luigi De Magistris, il quale ha sposato in pieno le nostre idee.

Ebbene, superato felicemente lo scoglio referendario, è arrivato il momento di determinare in proprio il nostro futuro, rinunciando definitivamente a cercare qualsiasi forma di sostegno nella politica stessa e nei sindacati confederali.

La “politica amica” è pura illusione; un’illusione che rischia di tramutarsi in autolesionismo, per quanto – in linea assolutamente teorica – siano proprio quelli gli ambiti in cui le istanze della base, dei cittadini e dei lavoratori, dovrebbero incontrare accoglimento e attenzione.

Pertanto, stiamo puntando sul rafforzamento della nostra visibilità attraverso la costituzione di una forma di aggregazione che ci consenta di penetrare nel modo politico e far sentire la nostra voce, che sino ad oggi è stata soffocata, e che sia orientata verso una autentica rivoluzione culturale sul piano sociale.

In sostanza, tale aggregazione costituisce la massima espressione della capacità e della forza che abbiamo sempre avuto  di mantenerci autonomi nelle idee, nel colore politico e nell’azione sindacale, e ancor di più di opporci alle subdole manovre che sono state messe in atto contro di noi col chiaro, unico obiettivo di sopprimerci.

Mi riferisco, in particolare, alla ben nota e annosa vicenda della revoca della rappresentatività del nostro Sindacato – frutto di una subdola manovra ben architettata dall’Aran, in combutta coi sindacati confederali e col supporto della Funzione Pubblica – che ha dato vita ad una estenuante battaglia legale e sindacale che ancora non si è conclusa.

Peraltro, a seguito del reperimento di documenti di estrema importanza per l’esito della annosa vertenza con l’Aran e il DFP, siamo in grado di affermare di disporre di ulteriori potenzialità per giungere ad una soluzione delle nostre problematiche, di notevole efficacia e giustizia.

Ebbene, questo significa calpestare i principi costituzionalmente definiti di democrazia e parità di trattamento, col risultato di penalizzare non solo la nostra OO.SS. in quanto tale, ma altresì di porre una pregiudiziale nei confronti di migliaia di lavoratori e lavoratrici!

La bontà e la trasparenza del nostro lavoro, comunque, hanno avuto il riscontro che meritano, come testimonia il fatto che, in questi anni, siamo riusciti ad attrarre nel nostro ambito tante altre realtà sindacali.

Adesso, è il momento di fare il salto di qualità e giocare d’anticipo, allargandola nostra visuale d’osservazione oltre le questioni meramente sindacali. Non possiamo più rimanere estranei a tutti i grandi temi che attraversano il Paese, a cominciare proprio dal deficit della politica – che non riuscire più a calarsi nelle problematiche reali del Paese, finendo così per scavare un solco netto coi cittadini – dalla disoccupazione giovanile galoppante, dallo smarrimento che i lavoratori avvertono in chiave futura, ed in particolare quelli delle pubbliche amministrazioni ed enti locali. Su di loro i riflettori sono costantemente puntati soltanto per metterne in evidenza la parte marcia e senza mai dare risalto al grande apporto che essi danno nello svolgimento dei  rapporti fra Stato e cittadini. Lavoratori che aspettano ancora concretezza nei Contratti Nazionali per un futuro lavorativo certo.

Sotto quest’ultimo aspetto, numerose sono le considerazioni che si dovrebbero fare. A partire dall’inaccettabile accordo che i sindacati confederali hanno stipulato il 28 novembre scorso col presidente del Consiglio. Non è solo una questione di soldi, ma di sistema. Noi che da 7 anni attendiamo un congruo rinnovo del CCNL del pubblico impiego, e che siamo stati costretti ad assistere  a ripetuti rinvii della trattativa coi sindacati, probabilmente sempre a causa della difficoltà di trovare la necessaria copertura finanziaria, non possiamo avallare che una questione così delicata venga risolta con una contrattazione frettolosa, dove è stata prospettata una soluzione – quella dell’aumento di 85 euro in busta paga – che ricalca  grossolanamente quella adottate per il contratto dei metalmeccanici, e che nelle modalità di applicazione desta numerose perplessità, come vedremo poi in uno dei documenti allegati in cartella.

Un’iniziativa, quella del Governo, non mirata ad offrire un reale sostegno al personale del settore pubblico, ma soltanto al tentativo di rabbonire i sindacati in vista del voto referendario del 4 dicembre.

Ora che si è tornati a dibattere sulla questione, continueremo senza sosta a confrontare la nostra posizione sui tavoli contrattuali, senza accettare alcun tipo di compromesso (ulteriori approfondimenti sulla questione Unti Locali sono riportati nell’ Allegato 4).

E’ ora di finirla con questa politica di demolizione sociale! E la nostra coscienza, che è maturata in vista del referendum costituzionale, ci ha imposto di schierarci per evitare una la catastrofe che qualcuno, in modo leggero, ci stava confezionando. Ora, quel valore aggiunto che noi abbiamo rappresentato con quelle scelte non va disperso. In concreto, dobbiamo rafforzare la nostra politica sindacale in un mondo politico che non vuole riconoscerci; dobbiamo fare del tutto per essere presenti nelle aziende, negli enti locali e pubblici per salvaguardarne il futuro e per scongiurare quanto è accaduto con le Province che, a causa della Legge Delrio, non sono state più garantite dalla Costituzione e perciò sono state deprivate delle loro funzioni di servizio sociale, sino ad arrivare alla conseguenza più estrema: la tragedia di Rigopiano.

FIADEL e CSA in futuro dovranno immaginare di diventare ancora più forti per consolidare una realtà che oggi è sotto gli occhi di tutti: siamo l’unico, vero sindacato del “mondo autonomo”, e come tale punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscono nei nostri programmi e che vogliono la rinascita del Paese attraverso progetti e iniziative condivisi, che non possono restare inevasi.

Tutti insieme, siamo chiamati a difendere i valori della Vera Costituzione, il che significa pure ripristinare i diritti dei lavoratori e pertanto ci batteremo per far abrogare le leggi che in questi anni li hanno mortificati, ed in particolare la Legge Fornero, i Jobs Act 1 e 2 e la Legge Madia.

Inoltre, l’Ufficio Legislativo sta valutando le modalità di opposizione a quanto è già stato realizzato in merito allo smantellamento delle Province, delle Camere di Commercio e di tutto quanto entra in palese contrasto con la Costituzione.

Ora, si è aperto uno scenario nel quale la nostra Organizzazione dovrà essere al centro, per affrontare il ripristino di quanto appena accennato, e la nostra battaglia continuerà nel percorso intrapreso di difendere il lavoro pubblico e privato.

Ci impegneremo al massimo affinchè tutti i danni prodotti in questi anni da leggi scellerate vengano cancellati, e per ricondurre l’azione della politica sui binari della giusta correttezza e dell’applicazione delle norme della Costituzione.

Ai lavoratori e alle lavoratrici, invio l’esortazione ad esserci sempre più vicini, a darci fiducia e ad appoggiare le nostre campagne, il cui obiettivo è soltanto uno: dare loro certezze, tranquillità e dignità.

Infine, rivolgo anche alle forze sociali di questo Paese – ed in particolare a quelle che hanno seguito il nostro percorso verso il NO alla riforma costituzionale – l’invito ad unirsi alle nostre iniziative, per intraprendere un percorso comune.

 

L’attività dell’ufficio Legislativo

Accogliendo le richieste che da tempo pervenivano alla Segreteria Generale circa la necessità di usufruire, da parte dei dirigenti e degli iscritti alla O.S. di parei concernenti aspetti particolarmente complessi della legislazione ordinaria e contrattuale, la Segreteria Generale FIADEL-CSA ha istituito un apposito Ufficio Legislativo per adempiere a tali incombenze, che mirano anche ad uniformare sotto alcuni profili giuridici dell’azione sindacale.

All’incarico di responsabile nazionale del suddetto Ufficio è stato nominato il prof. Avv. Nicola Coco, che all’occorrenza si avvale di consulenti esterni, muniti di qualificati titoli accademici, ovvero maturati presso Pubbliche Amministrazioni.

Sino alla data odierna ha trattato circa 20 richieste Attinenti a vari settori di interesse del sindacato, ampliando, in base ai quesiti posti, il raggio di ricerca e valutazione tecnica delle proposte e dei disegni di legge presentati al Parlamento, a cominciare dal testo della riforma costituzionale Renzi/Boschi, successivamente respinta dalla consultazione popolare.

 

Il lavoro dei dipartimenti

Nel corso di questi ultimi 12 mesi abbiamo messo in calendario un intenso ciclo di riunioni dei Dipartimenti, da quelli già in essere a quelli di nuova costituzione. In particolare:

  • Quadri e Tecnici (si veda l’Allegato 7 concernente le proposte da portare in discussione nella riunione di Dipartimento convocata per il 30 aprile a Chianciano)
  • Camere di Commercio (si veda l’ Allegato 5 per le questioni inerenti l’opposizione all’art.10 della Legge Madia e l’intervento del Dipartimento Camere di Commercio Csa all’incontro indetto da Unioncamere.
  • Regioni/Province (si veda l’Allegato 8 – Verbale della riunione del 12 dicembre 2016)
  • Scuola (si veda l’Allegato 9 – Verbale della riunione del 6 dicembre 2016)
  • Sanità (si veda l’Allegato 10 – Verbale della riunione del 24 gennaio 2017)
  • Welfare e Assistenza Sociale (si veda l’Allegato 11 Verbale della riunione del 19 dicembre 2016)
  • Pari Opportunità e Politiche di Genere (si veda l’Allegato 11)
  • Polizia Locale. (si veda l’Allegato 6– parere dell’Ufficio Legislativo sul disegno di legge Naccarato).

L’intento è di far seguire ogni area di interesse della nostra organizzazione da gruppi omogenei di persone, con l’impegno di raccordarsi coi lavoratori per verificare la posizione che la nostra Organizzazione Sindacale andrà ad assumere nel momento in cui si aprirà la discussione sul rinnovo del contratto degli enti locali (ora Funzioni Locali).

Una attività che è dunque orientata verso la creazione di una piattaforma quanto più completa possibile e soprattutto vicina alle problematiche reali dei lavoratori stessi. Considerando la complessità e la delicatezza del lavoro da svolgere, esso richiede tempistiche adeguate.

Colgo però l’occasione per sollecitare i Dipartimenti a stringere i tempi, in quanto gli impegni che ci attendono sono molteplici.

Un discorso a parte va fatto per il Dipartimento Polizia Locale, dove va evidenziato l’ottimo lavoro svolto dal presidente Ospol Luigi Marucci e dai nostri dirigenti, che con tenacia stanno portando avanti da tanti anni una battaglia che nessun altro vuole sostenere, per far si che venga al più presto emanata  una nuova legge che permetta al comparto di godere della tutela e della dignità riconosciuta alle Forze di Polizia. Le manifestazioni e gli scioperi che abbiamo indetto nei mesi scorsi sono stati il passaggio fondamentale per il rilancio delle nostre rivendicazioni, le quali dovranno sfociare in tempi brevi in una proposta di legge coerente, condivisa e con concrete possibilità di giungere in porto.

Nel frattempo, considerato che il comparto rientra nelle Funzioni Locali, bisognerà lavorare in funzione dei relativi rinnovi contrattuali, e il Dipartimento dovrà attivarsi nell’immediato per sviluppare una proposta che – in attesa dell’arrivo di una legge specifica – permetta di sviluppare dei contratti a parte per la Polizia Locale.

Da ultimo, sta proseguendo l’iter parlamentare il “decreto sicurezza”, in cui viene ribadito che la Polizia Locale collabora con la Polizia di Stato, ma nulla di nuovo prevede per lo status giuridico della categoria, ma grazie a un emendamento presentato alla Camera, adesso anche i vigili possono usufruire dei benefici dell’equo indennizzo e del rimborso delle spese di degenza da causa di servizio. Rimane tuttavia esclusa la pensione privilegiata, anche per invalidità al 100% e la perequazione salariale con le altre forze di polizia.

Si conclude così una lunga battaglia, intrapresa e vinta esclusivamente dal CSA, giacchè le altre sigle sindacali, a cominciare dalla triplice, si sono solo pedissequamente e tardivamente accodate a codesta iniziativa.

Per quanto riguarda il settore Igiene Ambientale, rivolgo un caldo abbraccio a Luigi Verzicco, Vittorio D’Albero e tutti i dirigenti che in questi 12 mesi si sono adoperati per il raggiungimento di due importantissimi traguardi quali i rinnovi dei contratti FISE/Assoambiente e Utilitalia (quest’ultimo, integrato dall’accordo del 13 marzo, riguardante i nuovi testi degli articoli 21-22-25 – Vedi allegato – Verbale di accordo 13 marzo 2017). E’ merito loro se la FIADEL ha acquisito tanta autorevolezza nello scenario sindacale del comparto e se migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno partecipato alle manifestazioni di piazza, ai cortei e agli scioperi indetti per dare sostegno alle proprie legittime aspettative. D’altra parte, i traguardi raggiunti non devono costituire un punto d’arrivo ma di partenza, per migliorare ulteriormente alcuni punti, a vantaggio dei lavoratori stessi e per implementare la qualità del servizio.

In cartella troverete una scheda di approfondimento (Allegato 3).

 

CONCLUSIONI

Il compito da noi assunto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici in tutti questi anni continueremo a portarlo avanti con tenacia e senza esclusione di colpi, per tutelare il lavoro e i contratti nazionali. Vogliamo altresì  portare avanti, contestualmente, un processo innovativo e costruttivo per le nuove generazioni, affinchè si ricreino per esse le condizioni per entrare nel mondo del lavoro, con dignità e con tutte le necessarie tutele. Inoltre, dovremo continuare ad adoperarci per mantenere gli Enti e le Aziende da noi rappresentati, non solo in funzione di una maggiore salvaguardia dei lavoratori ed elle lavoratrici stessi, ma anche per offrire un servizio sempre più efficiente alla cittadinanza.

Francesco Garofalo

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